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PERCHÉ SCEGLIERE IL NIDO? 

"Tutte le ricerche scientifiche svolte in varie parti del mondo occidentale hanno sempre confermato che i bambini che frequentano il Nido hanno poi, nella vita adulta, maggiori potenzialità di successo e realizzazione. 

A partire dal secondo anno di vita il Nido d'Infanzia, specie se di qualità, permette ai bambini di vivere importanti esperienze sensoriali e sociali. Mentre a casa, cosa che non accadeva anni fa, diventano facili prede dei video schermi con gravi danni per la loro crescita. Un buon Nido è un vero e proprio investimento per una famiglia, un modo per garantirsi un futuro migliore.
Se purtroppo bisogna scegliere, tra varie opzioni, io non avrei dubbi. 
  • Il Nido è meglio dei nonni (che sono preziosi, ma vanno frequentati a piccole dosi e non trasformati in animatori infantili).
  • Il Nido è meglio anche quando la mamma è a casa, anche se solo al mattino.
  • Il Nido è meglio di una nuova auto.
  • Il Nido è meglio di una vacanza esotica per tutta la famiglia.
  • Il Nido è meglio di ogni sorta di tecnologia, anche quella più avanzata.
  • Se i soldi scarseggiano usiamoli con buon senso.
Educare bene vuol dire fare la mossa giusta al momento giusto: consentire ai nostri bambini di fare, fin da piccoli, esperienze di socialità, apprendimento, autonomia, in un ambiente adatto a loro è la scelta migliore. 

INVESTIAMO IN EDUCAZIONE!" 

Daniele Novara, 
pedagogista 
direttore del CPP 
(Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti)


NONNI E GENITORI A CONFRONTO

Una ricerca del CENSIS conferma con dati certi che la maggior parte dei genitori riconosce di ricevere dai nonni un aiuto concreto nella vita familiare e nelle attività quotidiane dei figli (andare a prenderli a scuola, accompagnarli in vacanza, ecc...) e ammette che il loro sostegno economico è stato fondamentale sia per la nascita stessa della famiglia (acquisto prima casa, prestiti, ecc...) sia per la crescita formativa dei figli, pagando viaggi o corsi di lingua o varie attività sportive (CENSIS 2013). 
Nella complessità poliedrica degli attuali contesti familiari l'immagine prevalente è quella di nonni nuovi, attivi, aggiornati, "che hanno più voglia di vivere, sono più colti dei loro avi e più benestanti dei loro figli." 
Allora perchè spesso il rapporto tra genitori e nonni non si presenta sereno come ci immaginiamo? 
Perchè il rischio che conflitti del passato riemergano c'è.
Perché è difficile per i figli fare i conti con questo cambio di passo, soprattutto per chi ha fatto esperienza di un comportamento genitoriale ambivalente o disorientante, seguito da lunghi anni di conflitto; le cicatrici, dentro, rimangono.

Allora quelli che erano considerati "cattivi" genitori si rivelano nonni dedicati, attenti e pazienti e pazienti. In una parola: adorabili. Ma cosa fa scattare la modalità "nonno perfetto"? Una prima spiegazione ha a che fare con l'essere finalmente liberi dalla responsabilità di crescere un figlio, cosa che permette a molte persone di proporsi come sostegno utile alla nuova famiglia. E' come se con il nuovo ruolo i nostri genitori si sentissero finalmente liberi di essere le persone che sono e che noi, come figli, non abbiamo mai conosciuto.

L'ideale sarebbe il confronto, ma non è detto che i genitori diventati nonni tanto disponibili siano disponibili anche a mettersi in discussione, Anzi.. Il motivo sta nel fatto che entrano in gioco variabili culturali che, il più delle volte, portano le persone a giustificare le proprie azioni, a non voler vedere, ad attribuire determinati comportamenti a variabili fuori dal controllo come il lavoro, la crisi, una coppia che non funziona, una malattia. E' comprensibile, dunque, che non tutti se la sentano di mettersi a nudo: certi rapporti restano conflittuali per tutta la vita. 

In tema di statistica, se prima a un nonno "corrispondevano" diversi nipoti, adesso in molti casi i rapporti sono invertiti e sono numerosi i bambini, magari figli unici, con più nonni a disposizione. Questa novità si accompagna a un ruolo più attivo della componente maschile nella relazione con i nipoti: uomini che come padri avevano delegato alle mogli l'accudimento, adesso entrano in gioco in prima persona con i figli dei loro figli. 

Inoltre se è vero che oggigiorno anziani e giovani genitori di solito non vivono più sotto lo stesso tetto, è anche vero che tale relazione non ha perso di intensità e di spessore, sul piano sia affettivo che materiale. Anzi... Sotto molti aspetti i cambiamenti sociali l'hanno resa più complessa. Come gestirla al meglio? Ecco alcuni suggerimenti che aiutano a gestire al meglio il rapporto: 

1) definire e rispettare i ruoli reciproci, senza rimanere avvinghiati a quelli del passato; 
2) accettare i propri limiti e gestire le paure; 
3) scoprire come tenere lontane gelosie e rivalità e incrementare gratificazioni e alleanze; 
4) fare buon uso della comunicazione per moltiplicare i piccoli e grandi piaceri offerti dalle relazioni tra generazioni. 

1) RISPETTARE I RUOLI 

I nonni devono finalmente rendersi conto che i loro figli sono cresciuti e ora sono a loro volta genitori (detentori di questa responsabilità non cedibile) e questo fa i che il loro ruolo di nonni non è un compito strettamente educativo, ma sicuramente dicomplicità e supporto. Una sorta di compito educativo, verso i propri nipotini, assolto in maniera indiretta, attraverso una buona qualità relazionale con i genitori che va conservata e sostenuta. In pratica, una figura cardine nel complesso intreccio delle relazioni e degli equilibri familiari. Il loro incarico si avvicina a quello di un abile equilibrista. Giocano la propria parte in equilibrio fra il dentro e il fuori della famiglia nucleare; non dovrebbero restarne fuori, al fine di garantire il supporto necessario laddove richiesto, e neppure starci dentro, invadendo il campo d'azione dei genitori. 

2) ACCETTARE I LIMITI 

Farsi aiutare dai nonni significa farli sentire autorizzati a dare la propria opinione su ciò che riguarda i nipoti. I genitori non dovrebbero essere sempre prevenuti, ma dovrebbero saper accettare i consigli con umiltà. D'altro canto, i nonni dovrebbero essere discreti e astenersi da critiche unicamente distruttive. 
Per celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni, è stata dedicata loro anche una Festa - il 2 Ottobre - già ricorrenza dei S. Angeli Custodi. Tra nonni e nipoti di ogni età, infatti, si crea un legame speciale fatto di protezione e complicità che oltrepassa il tempo. Sempre vivi restano in noi i dolci ricordi del tempo trascorso insieme e, spesso, riusciamo a percepire le loro parole e i loro suggerimenti, anche quando - purtroppo - non ci sono più, perché non ci abbandonano mai veramente. 
I bambini che crescono con l'aiuto di nonni sono sicuramente circondati d'amore ma anche consapevoli che le trasgressioni concesse dai nonni sono eccezioni. 
Alcuni nonni tendono a rimediare alla mancanza di energie fisiche (necessarie soprattutto per badare ai nipoti più piccoli), ammettendocomportamenti scorretti (ecco perché, a volte vediamo ancora imprigionati nel passeggino bambini già in grado di correre e saltare, ma a cui i nonni, se lasciati liberi, non potrebbero star dietro). In realtà dovrebbero accettare i propri limiti e demandare alcuni compiti a chi è in grado di farlo. 

3) VIA GELOSIE E RIVALITÀ

La figura dei nonni permette ad essi di essere visti, specie agli occhi dei più giovani, dalla "parte dei buoni". Tuttavia non esiste una gara tra nonni e genitori per stabilire chi è più buono: i ruoli sono diversi e così pure i punti di riferimento (mamma e papà saranno sempre i punti di riferimento principali a meno che non siano praticamente assenti). Allora i nonni devono proporre registri educativi alternativi (o più allettanti) a quelli della coppia genitoriale, bensì avvalorare e sostenere il lavoro svolto dai padri e dalle madri, attraverso l'utilizzo degli abili strumenti dettati dall'esperienza dei più grandi. E' indispensabile che, in tutti i casi, agli occhi dei nipoti, l'autorità genitoriale non venga svilita. 

4) L'IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE

Racconta una mamma: "Durante le vacanze trascorse insieme, mia suocera prendeva in braccio la mia bambina di dieci mesi ad ogni minimo vagito. Ero contraria, ma sopportavo per quieto vivere. Ora che siamo tornate in città, però, mia figlia vuole star sempre in braccio e mi è diventato impossibile gestirla! D'ora in poi, sarò chiara e ferma nel far rispettare a tutti le mie regole!"

Racconta una nonna: "Adoro i miei nipotini, ma mi ha infastidito che mio figlio e mia nuora si siano organizzati, dando per scontato che avrei fatto loro da babysitter! Sono ancora giovane e ho il diritto di uscire con le mie amiche e godermi l'abbonamento a teatro che ho dovuto disdire, perché proprio in quel giorno devo accompagnare a nuoto i bambini! E' meraviglioso vederli crescere, ma dev'essere un piacere, non un'imposizione!" 

La situazione ideale è che i genitori di comune accordo definiscano insieme quali siano le regole (poche e chiare) che vorrebbero i loro figli seguissero anche in presenza dei nonni. Ciò su cui è importante per loro "lavorare" tutti insieme in quel momento, ciò su cui vale la pena incanalare le energie e le fatiche (di TUTTI) perché passino come valori ai figli. 
Ci deve essere però  buon senso: i genitori non possono dare troppe regole, nè al bambino, nè ai nonni. I nonni allo stesso modo dovrebbero comunicare quali sono le regole per loro imprescindibili che vogliono che i bambini rispettino quando sono soli con loro.
Su tutto il resto, invece, ognuno avrà i propri metodi educativi: siamo persone diverse, con idee diverse!!!!
Se i genitori e i nonni hanno fiducia reciproca riusciranno anche a comprendere come per i bambini vivere in ambienti diversi con regole diverse è arricchente. 
Nonostante tutto a volte il conflitto è inevitabile. Come affrontarlo? Possibilmente non davanti ai bambini, e non con battutine e frecciatine. Il bambino, soprattutto se piccolo, non può ancora comprendere il sarcasmo, ma avverte chiaramente la tensione e l'ambiguità. Se il conflitto avviene davanti al bambino è importante che venga ripreso in un secondo momento con calma, spiegando che a volte anche gli adulti litigano. Allo stesso modo è importante ed educativo che assistano anche alle fasi di riconciliazione. 


Dott.ssa Trevisol Loana